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Intel Sandy Bridge ritirati dal commercio per problemi di
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I
nuovi microprocessori Sandy Bridge
della Intel, presentati al CES 2011 di
Las Vegas, sono stati ritirati dal commercio
a causa di un problema strutturale.
La Intel,
tramite un comunicato ufficiale, ha dichiarato di
sostituire tutti i pezzi difettosi già
venduti, in collaborazione con i partner commerciali che
hanno venduto i microprocessori Sandy Bridge fino ad
oggi.
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Secondo le
prime stime ufficiali rilasciate dalla Intel,
l’ammontare dei danni causati da questa anomalia, è
calcolabile in 1 miliardo di dollari, dei quali 700
milioni saranno spesi per la campagna di sostituzione ed
in 300 milioni sarà la diminuzione di introiti per
l’anno 2011. Tutto sommato è un danno marginale per il
colosso americano di Santa Clara, come tengono a
specificare i portavoce ufficiali.
Il problema
fisico dovuto ad un difetto nella progettazione non è
risolvibile tramite aggiornamenti. L’anomalia è stata
riscontrata nei chipset della serie 6,
denominati P67 e H67,
disponibili per le CPU i5 e i7. All’interno dei
difettosi chipset sono integrate le porte SATA
(Serial-ATA), le quali non riescono a gestire le
comunicazioni con le periferiche per le archiviazioni di
massa.
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Questo
difetto porta progressivamente ad un sostanziale calo
delle prestazioni generali e non vengono esclusi gravi
danni ai controller SATA. Nonostante questo neo è
garantita l’assoluta affidabilità della operazioni di
lettura e scrittura di informazioni su DVD, HDD e
analoghe periferiche |
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